Intervista al coach David Battisti sull’Under 20 Maschile

22/11/2018  |  Stampa la notizia


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Salve David, il Campionato è ormai alla quarta giornata. Per le Stelle Marine tre partite giocate, 2 vinte e 1 persa. Come inquadri questo inizio campionato e qual’è l’obiettivo che ti poni?

Quest' anno il campionato Under20, data la formula con una sola fascia, è molto competitivo e di conseguenza stimolante. Ci sono squadre che mettono in campo under che fanno esperienza in campionati nazionali persino in Lega2. Il nostro compito è quello di affrontare il percorso partita dopo partita, cercando di mettere sempre in campo quello che sappiamo fare, giocando col massimo impegno, dando il 100% per alzare la testa e guardare il tabellone solo a fine partita. Fino a questo momento abbiamo dimostrato di potercela giocare anche con squadre molto più attrezzate di noi e sicuramente venderemo cara la pelle ad ogni partita. Questo è il nostro obiettivo per il proseguimento del campionato, uno strumento per far migliorare i nostri ragazzi, farli confrontare con realtà sempre più competitive e fargli prendere consapevolezza delle loro qualità e delle loro aree di miglioramento. Solo con la competizione si può alzare il livello medio del gruppo ed è questo lo scopo della nostra stagione.

Due parole sul roster: potenzialità e aree da migliorare?

Il roster della nostra squadra è composto quasi esclusivamente da giocatori cresciuti all' interno del campo delle Stelle Marine. Questa è una scelta societaria importante che mira all' inserimento graduale di questi ragazzi nella prima squadra per poter permettere di dare continuità alla qualità della nostra C Silver. Sicuramente c'è tanto da lavorare in parecchi aspetti della tecnica e del gioco, ma questo non spaventa me e i ragazzi. Non voglio fare nomi perché la forza di questo gruppo è l'impegno che tutti mettono ogni giorno, dal primo al dodicesimo giocatore. Ho il piacere di allenare la maggior parte dei giocatori da due anni e posso dire che era parecchio tempo che non vedevo giovani con questa voglia di fare: per tutta la stagione scorsa e l’inizio dell’attuale, i ragazzi si sono sempre allenati con continuità e tenacia, anche sul campo all'aperto e la sera tardi per tutto l'inverno, spazzando via le foglie dal cemento e asciugando l'acqua dopo la pioggia, se necessario. Questi episodi dal sapore vintage, forse anacronistici al giorno d'oggi, mi inorgogliscono molto perché danno l’idea dell'aria che si respira all'interno del gruppo: coesione, coerenza, rispetto dei ruoli, ma soprattutto voglia di sbucciarsi le ginocchia e amore viscerale per questo sport.